Non esiste il corriere migliore in assoluto. Esiste quello giusto per la tua mappa di CAP, e c'è un modo per capire in mezz'ora qual è il tuo.
Sailo team11 min di lettura
«Mi conviene di più Poste o un corriere privato?»
La risposta onesta è che dipende da dove spedisci, non da quale dei due sia migliore. Poste arriva ovunque perché è tenuta ad arrivarci e perché il portalettere in quel paese ci passa comunque. Un corriere privato è più veloce e ti dà un tracciamento migliore nei corridoi che serve davvero, e affida a un partner locale dove non li serve, ed è da lì che nasce la storia del ritiro a venti chilometri di distanza. Se il 90% dei tuoi pacchi va fra Milano, Torino e Bologna, la conversazione è una. Se un pacco su sei va in Sardegna o in un paese dell'entroterra lucano, è un'altra.
C'è però una domanda che viene prima di questa e che vale molto di più, in euro. Non è quale corriere. È se stai spedendo allo sportello o sotto contratto. Poste Delivery Standard al banco, nella fascia 3-5 kg in formato standard, costa 12,20 €. Poste Delivery Business Standard, su listino business, nella fascia 2-5 kg sta a 6,21 € IVA esclusa. Cifre verificate su poste.it e business.poste.it il 6 agosto 2026, da ricontrollare perché i listini si muovono.
Sei euro a pacco. Quella differenza è più grande di qualsiasi differenza fra un corriere e l'altro.
Antonio vende olio extravergine da Bari. Lattina da 3 litri a 39 €, peso spedito circa 3,4 kg con l'imballo, circa 70 spedizioni al mese, la maggior parte verso il nord e una parte in Sardegna.
| Poste | Corriere privato | |
|---|---|---|
| Copertura | Capillare ovunque, perché la rete esiste già per la posta | Ottima sui corridoi principali, variabile fuori |
| Nei paesi piccoli | Ci passa comunque il portalettere | Spesso affidato a un partner locale, con esiti diversi |
| Velocità sui grandi centri | Buona | Di solito migliore |
| Tracciamento | Presente | In genere più dettagliato e con più avvisi |
| Ritiro a domicilio | Su contratto | Su contratto, spesso incluso da volumi bassi |
| Punti di consegna | Uffici postali e punti convenzionati | Rete di punti e lockers, molto densa in città |
| Prevedibilità della fascia oraria | Meno prevedibile | Di solito meglio |
| Supplementi di zona | Dichiarati per Sicilia, Calabria, Sardegna e per località disagiate e periferiche | Esistono anche qui, con nomi diversi |
L'ultima riga è la risposta a tutta la domanda. Il listino business di Poste Italiane indica esplicitamente supplementi per Sicilia, Calabria e Sardegna e per le località in elenco «disagiate» e «periferiche». I corrieri privati hanno la stessa cosa e la chiamano zona remota, zona disagiata, isole. Nessuno dei due ti porta un pacco in un paese sull'Appennino allo stesso costo con cui lo porta in centro a Bologna, e chi ti dice il contrario non ha letto il proprio listino.
Antonio spediva allo sportello. 70 pacchi al mese, fascia 3-5 kg, 12,20 € a spedizione fanno 854 € al mese.
Sulla stessa merce, su listino business Poste Delivery Business Standard, la fascia 2-5 kg sta a 6,21 € IVA esclusa. 70 pacchi fanno circa 435 €. La differenza è di poco più di 400 € al mese, cioè più di dieci lattine di olio vendute che prima servivano solo a pagare il trasporto.
Un contratto business non richiede volumi da magazzino. Richiede di chiederlo. È la telefonata più redditizia che un piccolo venditore possa fare, e la maggior parte non la fa perché pensa di essere troppo piccola.
Vale per Poste e vale per i privati: quasi tutti hanno un listino per professionisti e piccole imprese, con condizioni che partono da volumi molto bassi. Chiedi il listino a due o tre, per iscritto, e mettili nella stessa tabella.
Il prezzo in prima pagina non è il prezzo. Ecco le voci che decidono davvero il costo, e che devi cercare tu perché nessuno te le mette in evidenza.
| Voce | Cosa chiedere | Perché conta |
|---|---|---|
| Fasce di peso | Dove cadono i tagli e come arrotondano | Un pacco da 5,1 kg può costare come uno da 10 |
| Peso volumetrico | Il divisore usato | Decide tutto se vendi cose leggere e ingombranti |
| Supplemento zone | Elenco isole, località disagiate, periferiche | È dove sparisce il margine se hai tariffa unica |
| Giacenza | Dopo quanti giorni scatta e quanto costa | Il caso più frequente dopo la consegna riuscita |
| Riconsegna e reso | Chi paga il secondo tentativo e il ritorno | Determina se ti conviene il contrassegno |
| Assicurazione | Massimale incluso e costo per alzarlo | Se spedisci vetro o cose fragili è centrale |
| Contrassegno | Costo del servizio e tempi di riversamento | Non è solo il costo, è quando rivedi i soldi |
| Ritiro | Incluso, a pagamento, o drop-off | Se non è incluso, conta il tuo tempo |
| Orario limite | A che ora deve essere pronto per partire oggi | Decide se prometti «spedito domani» o «spedito lunedì» |
L'orario limite è quello che i venditori scoprono per ultimo e maledicono per primo. Se il ritiro passa alle 14 e tu impacchetti la sera, la tua promessa di spedizione slitta di un giorno intero rispetto a quello che avevi in testa. Su un prodotto alimentare fresco, questo cambia il prodotto.
Poste dichiara per il servizio business standard una consegna «indicativamente entro 4 giorni lavorativi successivi al ritiro», sempre al 6 agosto 2026. Nota le due parole importanti: indicativamente, e successivi al ritiro. Non successivi al pagamento del cliente e non successivi a quando hai chiuso la scatola.
I corrieri privati pubblicano finestre diverse, spesso più brevi sui corridoi principali. Non ti do i loro numeri perché non li ho verificati e un numero sbagliato qui ti fa fare una promessa che paghi tu.
La regola da adottare comunque, con qualunque corriere: prometti al cliente quando spedisci, non quando arriva. «Spedisco entro due giorni lavorativi dal pagamento, poi il corriere di solito impiega dai tre ai cinque giorni, qualcuno in più per le isole» è una frase che puoi mantenere. «Arriva entro 48 ore» è una frase che ti farai rinfacciare da qualcuno che vive in un posto dove non arriva niente in 48 ore.
Un'email su prezzi, foto, spedizioni e su come farsi pagare. Niente pubblicità, niente riempitivi.
Non chiedere a nessuno quale corriere è meglio. Guarda la tua mappa.
Passo uno. Prendi i tuoi ultimi 30 ordini e scrivi il CAP di ciascuno.
Passo due. Raggruppali in tre gruppi: grandi centri del centro-nord, resto della penisola, isole e località fuori dai centri principali.
Passo tre. Conta. La proporzione fra i tre gruppi è la tua risposta, e non somiglia a quella di nessun altro.
Passo quattro. Chiedi due preventivi, con il tuo peso reale e la tua distribuzione di CAP, non con un peso teorico. Chiedi esplicitamente il costo di una spedizione nel tuo gruppo tre, perché è lì che i listini si differenziano davvero.
Passo cinque. Fai il conto su un mese intero, non su un pacco.
Antonio l'ha fatto. Su 70 spedizioni: 44 verso grandi centri del nord, 18 nel resto della penisola, 8 in Sardegna. Gli 8 della Sardegna erano l'11% delle spedizioni e, con i supplementi di zona, si mangiavano una fetta di costo molto più grande dell'11%. E lui incassava la stessa cifra di spedizione da tutti.
Due corrieri, non uno.
Non è pigrizia nel decidere, è la risposta corretta quando la tua mappa ha due forme diverse dentro. La divisione che funziona più spesso:
Antonio ha fatto esattamente questa divisione. Ha tenuto il privato per i 44 pacchi verso il nord, dove la consegna in due giorni gli fa vendere olio a chi lo vuole per il fine settimana, e ha spostato su Poste gli 8 della Sardegna e una parte dei 18 dell'entroterra, dove il problema non era la velocità ma il fatto che arrivasse.
C'è una cosa che si scopre solo facendolo, e che vale la fatica di gestire due contratti: il costo di una consegna fallita è quasi sempre più alto della differenza di prezzo fra due corrieri. Una giacenza più una riconsegna più, a volte, un reso, su un pacco da 39 € di olio azzerano il margine di quella vendita e di un'altra. Se un corriere ti costa 80 centesimi in più a pacco ma in una certa zona ti dimezza le giacenze, hai già vinto al secondo pacco.
Il contrassegno si incastra con la scelta del corriere in due punti.
Il primo è il costo del servizio. Con Poste, il contrassegno con accredito su conto corrente costa 3,05 € a carico del mittente, e con vaglia 1,05 € più 10,00 € trattenuti all'emissione, sempre al listino del 6 agosto 2026. I privati hanno i loro, da leggere sul loro listino.
Il secondo, meno ovvio e più importante, è il tempo di riversamento. Il denaro non ti arriva il giorno della consegna: passa dentro il sistema del corriere e ti viene accreditato secondo la modalità che hai scelto. Se fai molti contrassegni, quella tempistica decide quanta liquidità hai ferma in ogni momento, e va chiesta esplicitamente prima di firmare qualunque contratto.
I conti completi, compreso quando conviene rifiutare il pagamento alla consegna, stanno in contrassegno come funziona, visto da chi vende.
Poco, e va detto subito: Sailo non ha nessuna integrazione con i corrieri. Non calcola tariffe, non stampa etichette, non conosce il tuo listino, non sa se un pacco è andato in giacenza. La lista completa di quello che gestisce sono catalogo, ordini e canali di pagamento, e in quella lista, che è carta, WhatsApp, Telegram, Instagram, email, telefono, bonifico e contrassegno, non c'è nessun corriere.
Quindi il numero della spedizione lo calcoli tu con il listino del tuo corriere e lo scrivi tu, e il tracciamento lo guardi sul sito del corriere. Quello che Sailo fa è far arrivare l'ordine con indirizzo e totale già scritti, così non ricopi un CAP a mano alle undici di sera, che è il momento in cui si sbaglia.
Sul bonifico e sul contrassegno Sailo non prende nessuna commissione e non tocca mai il denaro. L'unica commissione esistente è lo 1–3% sul valore dei prodotti quando si paga con carta, calcolata dopo lo sconto e esclusa la spedizione, e la carta richiede un account Stripe approvato.
Prendi i tuoi ultimi 30 ordini e scrivi i CAP su un foglio. Dividili nei tre gruppi. Ci metti venti minuti e alla fine sai una cosa che prima non sapevi, cioè che forma ha la tua Italia.
Poi, se spedisci ancora allo sportello, chiedi un listino business. Anche a 20 pacchi al mese la differenza paga da sola il tempo della telefonata.
Terzo, controlla che quello che incassi di spedizione copra davvero quello che paghi, zona per zona e non in media, perché è lì che il margine sparisce in silenzio: il metodo sta in come calcolare le spese di spedizione.
Se stai ancora costruendo il sistema attorno agli ordini invece che attorno ai pacchi, l'ordine di montaggio completo è in vendere su Instagram senza sito. E se il problema vero non è la logistica ma il fatto che gli ordini sono ancora pochi, la logistica può aspettare: comincia da come arrivano i primi ordini online.
Scritto da
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