Quanto ti costa davvero, quanto ci mette il denaro a tornare, cosa succede se il pacco viene rifiutato e la regola per decidere quando dire di no.
Sailo team11 min di lettura
«Si può pagare alla consegna?»
La domanda arriva sempre a quel punto lì, dopo che hai già scritto il totale e stai per mandare l'IBAN. E la tentazione è dire di sì e basta, perché dire di no sembra buttare via un ordine che avevi già in mano.
Ecco come funziona il contrassegno dalla tua parte, che è la parte che quasi nessuno racconta. Tu anticipi la merce e la spedizione. Il corriere incassa alla consegna. Poi il denaro torna a te, con un costo fisso e con un ritardo. Se il pacco viene rifiutato, hai pagato l'andata, paghi il ritorno, e hai indietro un prodotto che ha fatto duemila chilometri. Con Poste Italiane, il servizio di contrassegno con accredito su conto corrente costa 3,05 € a carico del mittente, verificato sul listino di business.poste.it il 6 agosto 2026. Con vaglia sono 1,05 €, più 10,00 € trattenuti all'emissione del vaglia stesso. I corrieri privati pubblicano i loro, e vanno letti sul loro listino, non indovinati.
Rosario vende conserve e prodotti tipici da Catania. Cassetta a 34 €, circa 45 spedizioni al mese, e per anni buona parte in contrassegno perché è quello che gli chiedono.
Il contrassegno non elimina il rischio del pagamento. Lo sposta al giorno della consegna.
Con il bonifico anticipato il rischio è tutto del compratore: paga e spera che tu spedisca. Con il contrassegno è tutto tuo: spedisci e speri che apra la porta. In mezzo ci sono tre, quattro, a volte sei giorni in cui la merce è tua, i costi sono tuoi, e la decisione è di qualcun altro.
C'è anche una cosa che si dimentica sempre: hai già pagato il prodotto. Il vasetto, il vetro, l'etichetta, la scatola, il pluriball e il nastro sono usciti dal tuo conto settimane fa. Il contrassegno non è «vendo e poi incasso». È «compro, lavoro, spedisco, aspetto, e forse incasso».
Prendiamo la cassetta di Rosario. 34 € al compratore, spedizione a parte.
| Voce | Cifra |
|---|---|
| Prezzo al compratore | 34,00 € |
| Costo merce e imballo | 13,50 € |
| Spedizione, fascia 2-5 kg su listino business Poste | 6,21 € IVA esclusa |
| Servizio contrassegno con accredito su conto | 3,05 € |
| Margine lordo se tutto va bene | circa 11 € |
Il contrassegno da solo si mangia 3,05 € su 34, cioè il 9% del prezzo. Se il margine è undici euro, quella riga è più di un quarto di quello che ti resta. Su una cassetta da 90 € la stessa cifra pesa il 3,4% e non la senti nemmeno. Ed è già tutta la logica di quando offrirlo: il contrassegno è caro sugli ordini piccoli e sostenibile su quelli grandi. Il contrario di come lo usa la maggior parte della gente, che lo offre soprattutto ai clienti nuovi, che sono quelli che spendono meno.
Questa è la parte che i venditori sottovalutano di più, e non è un dettaglio contabile: è liquidità.
La forma generale è questa. Il corriere incassa dal destinatario alla consegna. Poi il denaro passa dentro il sistema del corriere e ti viene riversato secondo la modalità che hai scelto quando hai fatto la spedizione, accredito su conto o vaglia, con la sua tempistica. Non è il giorno della consegna. Non è nemmeno sempre la settimana della consegna.
Non ti dico un numero di giorni perché cambia per corriere, per contratto e per modalità di riversamento, e un numero sbagliato qui ti fa pianificare male gli acquisti. Fai invece questa cosa, una volta: sul prossimo contrassegno segnati su un foglio la data di consegna e la data in cui il denaro compare sul tuo conto. Quel numero è il tuo, ed è l'unico che conta.
Poi usalo per una decisione concreta. Se fai 45 contrassegni al mese a 34 € sono 1.530 € che, in qualunque momento, sono in viaggio e non tuoi. Se quel ritardo è di dieci giorni, hai circa 500 € permanentemente fuori dal conto. Questo è il motivo per cui un venditore in crescita che lavora molto in contrassegno può avere ordini in aumento e il conto in banca fermo.
Il pacco rifiutato è il caso che decide se il contrassegno ti conviene.
Succede in quattro modi, in ordine di frequenza: il destinatario non c'è e dopo il tentativo il pacco va in giacenza, il destinatario ci ha ripensato, il destinatario non ha i contanti e il corriere non prende carte, oppure il numero di telefono era sbagliato e nessuno ha mai avvisato.
Quando il pacco non viene consegnato, tu paghi l'andata, quasi sempre paghi la giacenza oltre un certo numero di giorni, e paghi il ritorno. Il prodotto torna, se è tornabile. Le conserve tornano. Un dolce fresco no.
Qui c'è la cosa che si scopre solo facendolo: se vendi dalla Sicilia, dalla Calabria o dalla Sardegna, il supplemento di zona te lo paghi due volte su un pacco rifiutato, perché il pacco torna verso di te e quindi la tratta di ritorno ha come destinazione l'isola. Il listino business di Poste Italiane, sempre alla data del 6 agosto 2026, indica supplementi espliciti per Sicilia, Calabria e Sardegna e per le località in elenco «disagiate» e «periferiche». I corrieri privati fanno lo stesso con nomi diversi. Rosario spedisce da Catania, e ogni suo reso torna a Catania.
Facciamo il conto di un mese normale per lui. 45 spedizioni, un rifiuto. Quel rifiuto costa: spedizione andata, giacenza, spedizione ritorno con supplemento, più il tempo di rimettere a posto la cassetta. Non è un disastro, ma è il margine lordo di due o tre cassette vendute bene. Un rifiuto al mese vuol dire lavorare gratis per il 5% delle spedizioni.
Non «valuta caso per caso». Una regola, scritta, che applichi senza ripensarci.
| Situazione | Cosa fai |
|---|---|
| Cliente che ha già comprato almeno una volta | Contrassegno sì, sempre. È il motivo per cui la prima volta ha comprato |
| Cliente nuovo, ordine sotto i 30 € | Contrassegno sì. Il rischio è piccolo e ti compra il rapporto |
| Cliente nuovo, ordine sopra i 100 € | Bonifico, oppure caparra del 30% e il resto alla consegna |
| Località con supplemento o zona da cui hai già avuto un rifiuto | Caparra, sempre, anche per importi bassi |
| Merce deperibile o su misura | Mai contrassegno. Se torna indietro, è persa |
| Ordine con più pezzi personalizzati | Mai contrassegno |
La riga della caparra è quella che salva più ordini, perché non è un no. È un sì con una condizione, e chi ha davvero intenzione di comprare la accetta senza problemi. Chi non ce l'ha, sparisce, che è esattamente il risultato che volevi.
Un'email su prezzi, foto, spedizioni e su come farsi pagare. Niente pubblicità, niente riempitivi.
La differenza fra perdere l'ordine e chiuderlo sta in come lo formuli. Un no che sembra un giudizio sulla persona brucia il rapporto. Una politica no.
Frasi che funzionano, pronte da copiare:
«Il contrassegno lo faccio fino a 60 €. Sopra chiedo il bonifico, oppure metà adesso e metà alla consegna se preferisci. Fammi sapere quale ti è più comodo.»
«Per la prima spedizione in zona ti chiedo una caparra di 15 €, il resto lo paghi al corriere. È una regola mia dopo un paio di pacchi tornati indietro, non c'entri tu.»
«Il contrassegno posso farlo, però ti aggiunge 3 € circa sul totale. Con il bonifico non li paghi. Dimmi tu.»
Quest'ultima è la più sottovalutata. Se metti il costo del contrassegno in chiaro come voce separata invece di nasconderlo nel prezzo, una parte dei compratori sceglie il bonifico da sola, e tu non hai dovuto rifiutare niente. Non trattarlo come una penale, trattalo come una voce: «pagamento alla consegna, +3 €». È vero, è verificabile, e sposta il comportamento senza attriti.
Prima di rifiutare il contrassegno vale la pena provare a farlo funzionare meglio, perché quasi tutti i rifiuti nascono da problemi di comunicazione, non da ripensamenti.
Il numero di telefono, obbligatorio e verificato. Senza numero, il corriere non avvisa, e senza avviso la consegna diventa una lotteria sul fatto che qualcuno sia in casa alle 10 di un martedì. Chiedilo sempre e chiedilo nella stessa riga dell'indirizzo, non dopo. Se il compratore ti dà un numero fisso, chiedi anche il cellulare.
Il messaggio il giorno prima. Quando vedi che il pacco è in consegna, manda due righe: «Domani il corriere passa con il tuo ordine, il totale da dare è 34 €, meglio se in contanti perché non tutti prendono la carta.» Costa dieci secondi e toglie il caso più comune di tutti, che è la persona in casa senza contanti sufficienti che rimanda la consegna.
L'importo esatto, ripetuto tre volte. Nella conferma d'ordine, nelle note di consegna e nel messaggio del giorno prima. Sembra eccessivo. Non lo è: il destinatario spesso non è la persona che ha ordinato. È la madre, il vicino, il collega in portineria, e quella persona sa solo che deve dare dei soldi a qualcuno per un pacco che non ha ordinato lei.
Con queste tre cose Rosario ha portato i rifiuti da circa due al mese a uno ogni due mesi. Non ha cambiato corriere e non ha cambiato prezzi.
Il contrassegno in Italia non è un ripiego. In molte zone, e in modo molto marcato nel centro-sud, è ancora il modo normale di comprare da qualcuno che non conosci.
Se scrivi «solo bonifico anticipato» su una pagina che riceve visite da Palermo, Foggia, Reggio Calabria e da mille paesi dell'entroterra, non stai selezionando i clienti seri. Stai togliendo l'unico ponte che una persona ha per fidarsi di uno sconosciuto su internet. Quella persona non ti scriverà per contrattare. Chiuderà la pagina e comprerà dal negozio sotto casa, o su una piattaforma dove qualcun altro fa da garante.
Va detto anche il contrario, senza fare la morale. Il contrassegno è caro, lento e rischioso per chi vende, e chi lo offre a tutti su ordini piccoli sta finanziando la diffidenza dei propri clienti di tasca sua. La risposta giusta non è eliminarlo. È metterlo dove funziona e chiedere una caparra dove non funziona.
Nel canale contrassegno Sailo ha un campo note di consegna a testo libero. È lì che scrivi la tua regola, la soglia, l'eventuale supplemento, e cosa succede se il pacco viene rifiutato. Il compratore la legge prima di confermare, che è l'unico momento in cui serve leggerla.
Su questo canale Sailo non prende nessuna commissione e non tocca mai il denaro: incassa il corriere e riversa a te. L'unica commissione che esiste in Sailo è lo 1–3% sul valore dei prodotti quando il pagamento è con carta, e la carta richiede un account Stripe approvato.
Il limite, detto chiaro: il contrassegno in Sailo è un campo di note e nient'altro. Sailo non sa se il corriere ha consegnato, non sa se il pacco è stato rifiutato, non sa quando il riversamento è arrivato sul tuo conto e non riconcilia niente. Quella riconciliazione sei tu, seduto col report del corriere e il tuo estratto conto, una volta a settimana. Se non la fai, un contrassegno incassato dal corriere e mai riversato può restare invisibile per mesi, e succede più spesso di quanto dovrebbe.
Mettilo in calendario. Venerdì mattina, venti minuti, report del corriere contro estratto conto. È la mezz'ora meglio spesa della tua settimana.
Prendi le tue ultime trenta spedizioni in contrassegno e conta due cose: quante sono state rifiutate, e qual è stato l'importo medio. Con quei due numeri scrivi la tua soglia. Non copiare la mia, la tua dipende dal tuo margine.
Poi scrivi la regola in una riga sulla pagina, prima che qualcuno la chieda, e aggiungi il costo come voce visibile invece che nascosta nel prezzo.
Il passo successivo è capire se stai spedendo con il corriere giusto per le zone in cui vendi davvero, perché è lì che i rifiuti e le giacenze cambiano di più. La risposta onesta dipende dalla tua mappa, e la trovi in Poste o corriere privato, come si sceglie. Se invece il problema è che stai perdendo margine sulla spedizione in sé, i conti stanno in come calcolare le spese di spedizione. E per l'alternativa che vuoi offrire accanto al contrassegno, farsi pagare con bonifico senza rincorrere nessuno ha le frasi da usare. Il quadro completo di come si chiude un ordine nato da un post sta in vendere su Instagram senza sito.
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